14.01.2012
A TAVOLA......con S. Pellegrino e i Sognatori del Gusto
I SOGNATORI DEL GUSTO
Attias Tarlao I trucchi del mestiere tramandati da tre generazioni e tanto amore per i piatti della tradizione gradese. Alla Tavernetta all’Androna di Grado incontriamo lo chef Attias Tarlao tra ricerca, creatività e cucina d’altri tempi. I piatti di pesce della tradizione? Per lui rappresentano l’unica vera garanzia di qualità. Lo dice lo chef Attias Tarlao che, seguendo una storia che si ripete da tre generazioni in famiglia, prepara i suoi gustosi manicaretti alla Tavernetta all’Androna di Grado. “L’ingrediente più importante della mia cucina è l’olio d’oliva e al secondo posto, ovviamente, c’è il pesce fresco”, esordisce Attias. “Non potrei proprio cucinare se non avessi a disposizione l’ottimo pescato della mia terra, del mio mare. In ogni stagione e in ogni situazione, il pesce è la soluzione ottimale. Cosa proporrei per un menù romantico? Pesce crudo con ostriche, scampi e carpaccio di tonno, risotto coi tartufi di mare e tartufo bianco d’Alba, scaloppa di aragosta al vapore con caviale e infine un tortino al cioccolato con peperoncino e ciliegie”. Così ci accoglie Attias Tarlao nella sua Tavernetta nel cuore di Grado, piccolissimo centro del Friuli Venezia Giulia dove la laguna è da secoli crocevia e luogo di scambi storici, culturali e gastronomici tra l’Italia e il resto del mondo. La Tavernetta all’Androna non è solamente un luogo dove sostano volentieri i turisti, ma è un vero e proprio porto sicuro per appassionati gourmet. Da quarant’anni, sin dai tempi di Narciso, nonno degli attuali proprietari, il locale si è affermato come tappa da non perdere per tanti appassionati del buon cibo. Oggi è Attias, assieme al fratello Allan, a condurre magistralmente il ristorante, dopo aver appreso il mestiere dai genitori Franca e Osiris. Grazie a loro ha coltivato l’ambizione di fare cucina riproponendo i menù della tradizione cittadina: ingredienti freschi, ottimo pesce e tanta semplicità. La Tavernetta all’Androna conquista per gli allestimenti interni e per la sua posizione centrale, nel cuore della Grado Vecchia, tra la chiesa romanica di Santa Maria delle Grazie, il Battistero e la Basilica di Sant’Eufemia. Per non parlare poi dei casoni dei pescatori sulla laguna “un luogo esclusivo e caratteristico di Grado dove poter gustare un pranzo delizioso”, garantisce lo chef. Ma tornando alla Tavernetta, le proposte del menù rivelano un forte legame con il territorio a partire da un fritto in tempura servito con radicchio selvatico e arance ai filetti di dentice in Savor, fino alla zuppa di pesce all’istriana, che conquista i tanti avventori italiani e non solo. Perché sono molti gli avventori che arrivano a Grado da oltre confine, tanto che lo chef confessa che gli piacerebbe un giorno preparare qualche buon piatto anche per l’attrice Halle Berry. Nell’attesa, è pronto a deliziare noi con un menù davvero invitante: capricciosa di crostacei con maionese allo zenzero e San Daniele croccante, risotto nero con seppie, tartara di ombrina con caviale di soia. Perché è vero che il piatto tradizionale di Grado è il Boreto a la Graisana, ma vi garantiamo che, se il brodetto di Attias è tra i migliori della zona, alla Tavernetta della famiglia Tarlao è tutto invariabilmente buono, grazie all’estro dello chef e ai preziosi consigli di Allan sulla carta dei vini, che contribuiscono a rendere la visita a questo ristorante indimenticabile.

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