24.02.2006
Il Friuli ad Identità Golose
Il Giornale Febbraio 2006
Tarlao, un cognome tipico per Grado, meno i nomi dei due fratelli protagonisti all’Androna, Allan e Attias. Tutto ebbe inizio con il nonno Narciso che navigava in Egitto e finì stregato da faraoni e piramidi. Chiamò così i suoi figli Osiris, Sydney (una cotta per l’Oceania?) e Diala. A sua volta, Osiris ha chiamato il primogenito Allan (37 anni, in sala e cantina con Vesna, la cognata croata) e il secondogenito Attias, trentun’anni. E Sydney non è stato da meno: Onice e Neva. I due fratelli sono la terza generazione di una famiglia di ristoratori, ma la prima all’Androna che rilevarono quattro anni fa. L’interno è raccolto e coccolo, con tanto legno e un folklore datato che fa pensare a una cucina ben diversa, bolsa e turistica. Con la bella stagione si può desinare all’esterno e l’atmosfera è sempre intensa, con una chiesa arrivata a noi dal 380 dopo Cristo, una delle più antiche della cristianità. La carta di Attias si apre con le proposte del mercato. Seguono il menù degustazione e la carta che, prima dei dessert, ha un più marcato sentiero di mare e uno più corto di terra, giusto per non mettere in difficoltà chi è allergico al pesce. Credo che il cammino di questo giovane cuoco sia solo all’inizio. Ha come punto di partenza le materie prime del territorio che integra con il pescato di altre acque, vedi la mia sera gli Scampi sardi al vapore, quando la qualità è altrove. Impossibile trovare un momento banale in carta, nemmeno nella tradizione. La Zuppa di pesce ad esempio, vede sposati tra loro tre pesci di fondale e non tre pesci a caso, arricchiti da cardamono, una delizia servita nelle fondine a fondo obliquo studiate da Davide Oldani, titolare del D’O a Cornaredo in provincia di Milano. I ricordi di una cena con inizio fulminante, con un poker di crudo: scampi, tartara di rombo con olive, carpaccio di branzino e capasanta. Poi intrigante Cappuccino di calamari, Marinatura di scampo al finocchietto e spada all’arancia, gradevolissimo Tonno tonnato, scottato solo da una parte e condito con olio affumicato e aromatizzato al rosmarino. E ancora gagliardi Paccheri di Gragnano con sotuli (seppioline in gradese), soave frittura di sotuli, sardoni, angudelle, gamberetti, canestrelli, calamari e scampetti e straordinario finale col Boreto di rombo. Per conoscere meglio Attias: entrò quindicenne nella cucina del Casone, il locale di suo padre che per otto anni alternò in inverno al Rifugio Comici a Selva di Val Gardena, gran pesce a 2200 metri di quota dolomitica. E ancora il golf club di Grado, un’esperienza da Niederkofler e nel 2001 l’acquisto dell’Androna. Adora cucinare il pesce, per scelta evita il fegato. Sentì di avere la stoffa del cuoco quando nel 2000 preparò una signora Zuppa di canoce in boreto con crostini di polenta, che non è però il piatto a cui è più affezionato, sentimento che riserva al Risotto con scampi e fasolari. PAOLO MARCHI
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